mercoledì 27 maggio 2020

Fondazione SF Magazine 20 Anniversary

Torniamo indietro nel 2002, al numero 2 della nostra rivista, e vediamo la recensione di uno dei primissimi film tratti dall'Universo Marvel, il primo Spiderman di Sam Remi.
Buona Lettura.


 Spiderman: il FILM!
Di Claudio Chillemi 

Da quando la grande famiglia degli eroi Marvel è entrata a far parte della ancor più grande famiglia della Sony, l’associata per il cinema della società nipponica, la Columbia, ha messo in cantiere più di un film sui supereroi; a Spiderman seguiranno Hulk, Devil, i Fantastici 4, il secondo film sugli X-Men. Insomma, per gli appassionati di quelli che in America vengono chiamati comics e in Italia fumetti, si preannuncia una stagione calda. Quello che stupisce, però è che, al contrario del passato, si assiste ad un rispetto maggiore della fonte da cui questi film hanno origine; mentre una volta i vari Superman, Batman e compagnia erano riproposti in film che poco o nulla avevano a che fare con le storie di carta colorata, tranne per i personaggi, e anche questi con molti distinguo; oggi, già con il primo X-Men, gli sceneggiatori hanno pensato che, se una storia funziona in un fumetto, perché non dovrebbe farlo anche al cinema? E da questo punto di domanda sono partiti per creare pellicole dal sapore fortemente fumettistico, ma con un solido apparato cinematografico.
Questo è il caso di Spiderman. Atteso da tempo da milioni di fan, il film di Sam Remi si avvale per la sceneggiatura dell’ormai mitico Stan Lee, il creatore del vero e originale “amichevole uomo ragno di quartiere”, colui che ha forgiato l’ormai mitica formula “super eroe con super problemi”. Lee, ormai ultrasettantenne, deve aver dato un serio contributo alla sceneggiatura e all’intreccio della pellicola, che, in linee generali, riassume la prima parte delle avventure di Spiderman, quelle che vanno dai primi anni sessanta ai primi anni settanta. La capacità degli autori del film è stata quella di attualizzare quelle splendide storie senza snaturarle, impostando l’intero percorso narrativo su un binario di semplice quotidianità, che poi è stata la chiave del successo dell’uomo aracnide. La tranquilla vita di una famiglia che vive alla periferia di New York, dei ragazzi di liceo che si avviano all’università, due vecchi coniugi, emblemi di una rassicurante esistenza; e poi, la tragedia, l’imprevisto, la pazzia, il dualismo. Ecco, il dualismo, il doppio, l’anima gemella che sta dentro di noi, quella che i latini chiamavano alter ego, è il vero protagonista del film. In tutta la pellicola, ogni singolo personaggio soffre di un profondo dramma interiore che lo porta ad un vero sdoppiamento di personalità: Osborn padre che diventa Goblin; il figlio di questi, sempre teso tra l’affetto per il padre e l’odio verso il genitore, che corteggia Mary Jane, oggetto dell’amore del suo migliore amico, Peter; Peter, che è sia un simpatico ma imbranato studente, che l’incredibile Uomo Ragno, ma nello stesso tempo è nipote dei suoi tutori, ma anche in parte figlio adottivo; e poi Mary Jane, che simpatizza per Peter, ma sta con Hanry Osborn, che vuole fare l’attrice ma lavora in un fast food…Insomma, un gioco delle apparenze che appartiene in tutto e per tutto alla nostra società, sempre tesa a dimostrare di essere ciò che non è, e ad apparire ciò che non sa essere.
Analizzare la storia, però, non esaurisce il discorso sul film, che, prima di ogni cosa, è una narrazione visiva. In una parola, tutto questo dramma interiore, questo dualismo come viene reso sulla pellicola? Partiamo col dire che i due attori principali sono di grande efficacia: Dafoe nel ruolo di Osborn/Goblin da vita ad una magnifica ed intensa interpretazione, sfiorando più volte il parallelismo con Jakyl/Hyde, ammirevole è la discussione che fa con l’altro se stesso allo specchio. McGuire, è, poi, un Peter Parker perfetto, minuto, insignificante, timido e compassato, senza maschera; sfottente, gradasso, e irriverente con la maschera. E, a proposito di maschere, e riallacciandoci al discorso sul dualismo, di grande impatto visivo ed emotivo, è la scena finale del film, quando Spiderman combatte con parte del volto scoperto, mentre il costume è a brandelli distrutto dai violenti colpi di Goblin. Il super eroe non è nudo, è umiliato, quasi che qualcuno stesse grattando via la sua patina di perfezionismo per tirar fuori l’uomo, quello che sta dietro la maschera. Un tocco di classe preso pari pari dal fumetto, che arricchisce la pellicola di un grande significato simbolico.
Un altro grande merito del film, che non possiamo non citare, è la mancanza del lieto fine. Certo, a parte zio Ben e Goblin,, che muoio come è nel loro destino, non muore nessuno (mentre nel fumetto Parker perde la sua prima ragazza, Gwen, qui neanche citata); ma, alla dichiarazione d’amore di Mary Jane, Peter risponde in modo del tutto inatteso per gli spettatori, ma non per i veri conoscitori del fumetto: “ti posso dare solo amicizia, grande amicizia, ma nulla più…”, perché Peter sa benissimo che non può impegnarsi seriamente con nessuno, se deve portare a termine la sua missione come Spiderman.
In conclusione, quindi, un buon film, dove gli effetti speciali, che pur ci sono, non diventano la base della storia (anche per questo, noi, non ne abbiamo parlato), ma un giusto contorno; dove non si indugia quasi mai nei facili americanismi, tranne nel ritrarre qualche scena di costume (la villetta unifamiliare, il giorno del diploma, ecc…); dove non manca spazio per qualche velata ma efficace polemica sociale (“dopo 35 anni, licenziato e senza un soldo”, si lamenta zio Ben, e pensare che in Italia si discute ancore sulle pensioni…). Cosa aspettarci, allora? Che il secondo film su Spiderman, a cui il primo rimanda senza appello, segua lo stesso filone, magari facendoci vedere qualche bella storia a sfondo psicologico come “L’ultima caccia di Kraven”, che ha illuminato la serie a fumetti sul finire degli anni ottanta, speriamo…


sabato 23 maggio 2020

23 maggio 1992



“Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono forse punti di collegamento tra i vertici di Cosa nostra e centri occulti di potere che hanno altri interessi. Ho l'impressione che sia questo lo scenario più attendibile se si vogliono capire davvero le ragioni che hanno spinto qualcuno ad assassinarmi.” GIOVANNI FALCONE
“Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.” PAOLO  BORSELLINO


giovedì 21 maggio 2020

Star Trek, la rivoluzione silenziosa.

Piccolo saggio sulla prima serie di Star Trek, chiamata anche TOS, The Original Series.
Trasmessa tra il 1966 e il 1969, arriva in italia solo alla fine degli anni Settanta, e appassiona migliaia di spettatori per la profondità delle sue tematiche e per la brillantezza delle sue sceneggiature.
Pubblico questo mio omaggio, in onore della Star Con Voi che inizia oggi, la mitica convention dello STIC - Alberto Lisiero, che si terrà in remoto a causa della Pandemia.



StarCon Voi

Star Trek, la rivoluzione silenziosa

martedì 19 maggio 2020

Fondazione SF Magazine 20 Anniversay

Prosegue il nostro viaggio nel tempo lungo la storia di Fondazione, siamo al numero 1 e nel 2002. L'articolo che vi propongo ha il sapore retrò di un'epoca fatta di carta...Infatti, racconto lo sguardo stupefatto di un italiano appassionato di fantascienza che incontro la science fiction anglosassone in un suo viaggio tra Irlanda e Gran Bretagna...


UN ITALIANO ALLA CORTE DI RE ARTU’
Viaggio semiserio nell’universo della fantascienza in lingua inglese

Il sentimento più genuino che ho provato nei sedici giorni trascorsi nel mondo anglosassone è stata senza dubbio l’invidia. Non posso parlare d’invidia citando il cibo, il nostro è mille volte meglio, ne posso sinceramente invidiare il clima, la Sicilia è un paradiso al confronto; ma, da buon appassionato di SF, una cosa posso invidiare sopra tutte: l’immensità del materiale anglofilo. Libri, riviste, fumetti, film, tutti rigorosamente in inglese, tutti rigorosamente belli e perfetti. Entrare in una grande libreria di Dublino, o di Liverpool, o di Edimburgo è stato un vero e proprio choc. Intere sezioni delle suddette totalmente dedicate al nostro genere preferito, scaffali e scaffali di migliaia di cose nuove che è letteralmente impossibile elencare di seguito. Sei metri dedicati a Star Trek, dodici a Star Wars, due o tre riservati al Signore degli Anelli, e poi The River World di Farmer, gli androidi e simili di Dick, tutti ordinati per tipo e autore, in una vera e propria orgia di colori e luccicanti copertine. Avrò aperto centinaia di libri - nel mondo anglosassone si usa consigliare agli avventori delle librerie di “please, touch the books!”, “per favore, toccate i libri”…Si arriva al paradosso che, accanto agli scaffali, vi sono dei sedili dove ognuno può prendere un libro in esposizione e leggerlo, incredibile! – quindi, come dicevo, ho aperto centinaia di libri è mi sono sentito mancare, il mio inglese, poco più che informatico, era ben poca cosa per poter comprendere interi romanzi, e per questo, nonostante la forte tentazione, ho risparmiato un congruo numero di milioni, evitando di comprare tutto quello che volevo…Ma questo non è bastato. Come un disperato che da giorni non mangia, solleticavo il mio appetito con appetitose pietanze non commestibili, e, al fine, mi sono buttato nelle uniche cose che potevo, in qualche modo, fruire: le riviste.
Come vedete dalle immagini che corredano il presente articolo esistono due periodici dedicati ai maggiori eventi SF degli ultimi trentenni: Star Wars e Star Trek. La rivista di Star Wars costa 4.85 sterline irlandesi, grosso modo 6.20 €, un prezzo solo apparentemente gravoso (il costo della vita è ben diverso che da noi, circa il doppio, quindi le rivista costano quanto da noi, o poco più). Copertina lucida e 66 pagine di carta patinata. E’ un viaggio a 360° nel continente della “forza”, un assoluto immergersi nel variegato mondo creato da Gorge Lucas. Nel numero preso in esame troviamo le foto esclusive dell’episodio II (molto prima che apparissero in Internet. NdA); un’intervista a Samuel L. Jackson; tutto sul DVD della Minaccia Fantasma, e poi un poster, notizie dai fan, lettere e quant’altro. La cosa che colpisce maggiormente è l’ampissimo corredo fotografico, davvero da mozzare il fiato, soprattutto per gustosissime immagini di “dietro le quinte”; interessanti anche molte schede tecniche su armi e astronavi con disegni particolareggiati e di ottima fattura. Il tutto condito con pubblicità (avete letto bene) davvero intrigante: se abiti nei paesi anglosassoni, con una telefonata e una carta di credito, puoi avere veramente tutto ciò che vuoi sul mondo di Star Wars, i prezzi, però, sono salatissimik.
Passiamo a Star Trek. La rivista costa 5.22 sterline irlandesi, circa 6.70 €, e si presenta molto simile a quella dedicata a Star Wars: stesso numero di pagine, stessa carta, stesso corredo fotografico. Rispetto alla precedente ha un’ampia sezione dedicata alle convention, che, del resto, sono un fenomeno tipicamente trekker. E’ però molto bello vedere i vari Picard o OME, indossare i panni delle persone qualunque e dialogare con i fan. Bellissima la fotografia di Duncan McNeil (Tom Paris in Voyager) circondato da “ciccioni” e “bambini” sorridenti: un cult. Il numero preso in esame contiene un ampio reportage su Enterprise, l’ultima nata in casa Star Trek (di cui parleremo ampiamente in altre parte di Fondazione); interessante anche l’articolo sul X film della saga (Star Trek Nemesis), intitolato “Class Reunion”, alludendo al fatto che dovrebbe essere l’ultimo a comprendere il Cast di TNG al completo. Ricchissima la sezione dedicata ai gadget.
La terza rivista prese in esame è STARLOG, dal costo di 3.99 sterline inglesi, circa 6.30 €, sfoggia “cento pagine cento” di carta patinata e vanta due redazioni una a Londra e l’altra a New York (delirio!). In copertina troviamo la N.Kidman del film “The Others”, poi, altri articoli su Halloween, su From Hell, su Star Trek Enterprise, su Tim Burton, sul Signore degli anelli, e chi più ne ha più ne metta. In esclusiva, allo stesso prezzo, un interessantissimo cdrom dedicato al mondo del Doctor Who (una chicca straordinaria per chi, come me, ha un ricordo nostalgico di questa strepitosa serie inglese). All’interno una completissima e ragionata cronologia di Star Trek Voyager, una lunga intervista a J. Frakes (il comandante Riker di STNG), un interessante articolo sul modellismo SF, e decine di intriganti rubriche che si occupano del fantastico: dai Bmovie a 2001 Odissea nello Spazio. In sintesi possiamo dire che Starloog è una rivista piena, di gradevole visione (come le altre due, mostra immagini di assoluto prestigio), completa di informazioni tra le più disparate, e che manca completamente nel panorama della SF italiana.
In conclusione, spero di aver indotto in voi quella stessa rabbia mista ad invidia, che ho io nel cuore, ogni qual volta prendo in mano questi ricordi di viaggio. D’altro canto, però, mi accorgo anche che l’Italia è un paese relativamente giovane da un punto di vista SF, dove le case editrici che puntano su questa genere devono arrabattarsi tra mille difficoltà. Per questo mi accontento di quello che c’è…e vado a lezioni private d’inglese.

domenica 17 maggio 2020

Celebriamo la fantascienza siciliana...

Iniziano i preparativi per festeggiare i venti anni di Fondazione SF Magazine. Come annunciato in un altro post, il bollettino dell'associazione venne alla luce esattamente nell'agosto del 2001.
Il numero in preparazione quest'anno si annuncia esplosivo con collaborazioni importanti. Intanto, ecco il mio articolo apparso nel mitico numero Zero, all'epoca andava di moda Matrix....

MATRIX & CO.
Ovvero effetti speciali da…fantascienza!

di Claudio Chillemi

Apparso sul grande schermo circa due anni or sono, Matrix è diventato ben presto il fenomeno cinematografico di fantascienza di fine millennio. Molti appassionati hanno voluto far levare la loro voce gridando al capolavoro, altri al semplice miracolo…Matrix, dunque, il nuovo Blade Runner? In effetti, la prima parte del film, fin quando il protagonista si risveglia nel mondo reale, è molto intensa ed efficace. Si dipinge una realtà intrigante, fatta di computer e misteri, dove l’uomo è una pedina in un gioco più grande, ed anche dove non mancano stereotipi di razza, come gli uomini in nero in occhiali da sole (che non sono i Blues Brothers…). Vero cult è la scena in cui il terminale di Reeves gli rivolge la parola come se lo conoscesse, o anche l’introduzione del “verme spia” dentro lo stomaco del povero haker…Ma basta tutto questo, insieme allo straordinario ed imprevedibile capovolgimento di metà pellicola, a fare di Matrix l’osannato esempio di film capolavoro di fantascienza? Iniziamo col dire che autori e produttori hanno decisamente sprecato una grande occasione, anche se da loro punto di vista si tratta di uno spreco che gli ha fruttato diversi milioni di dollari: dopo la promettentissima prima parte, con la seconda, hanno trasformato il film in un banalissimo action movie, dove le pallottole si sprecano e gli effetti speciali sono l’unica cosa veramente fantascientifica. Viste e riviste sono le lunghe sequenze di addestramento; viste e riviste sono le scene in cui il mentore si sacrifica per l’allievo promettente; ed infine (AHINOI!), visto e rivisto, è l’espediente “lamoreèpiùforteditutto”, che neanche nella peggiore delle soap-opera... Ecco, dunque, ancora una volta il dio denaro pretendere al sacrificio sul suo altare, l’ennesima pellicola di fantascienza. Negli anni cinquanta e sessanta, fin nei primi anni settanta, questi film erano chiamati b-movie, per distinguerli da quelli di serie A; oggi, essi sono dei veri e propri business, mantenendo sceneggiature di pessimo gusto, ma non lesinando più, come una volta, effetti speciali. Matrix, quindi, che tra tutti non è certo il peggiore, diventa per la sua doppia natura (buona prima parte, scadente e commerciale epilogo) l’esempio stesso di dove si potrebbe arrivare se la fantascienza (con la effe minuscola) non incassasse tanto. All’inizio di questo articolo, abbiamo citato Blade Runner, che, dotato di una sceneggiatura solidissima, ha preferito non sacrificarla al dio denaro, senza trasformarsi in un banale e risaputo inseguimento poliziotto-delinquente, come invece è accaduto a Matrix e ai suoi fratelli dell’ultimo decennio. Tirando un po’ le somme si arriva quindi al paradosso socratico che:
a-     Se vogliamo vedere film di fantascienza, questi devono incassare molto, in caso contrario nessun produttore sarebbe interessato.
b-     Per incassare molto, devono essere ricchi di stereotipi, con finali scontati e pieni di effetti speciali.
c-     In questo caso, non avremmo un film di fantascienza, ma un poliziesco, un giallo, un western, semplicemente tecnologizzato: nulla più.
Eccezionale esempio di questo decadimento è Mission To Mars di un maestro del “citazionismo cinematografico” come Briam de Palma. Regista ampiamente sopravvalutato, di cui si può ricordare solo gli “Intoccabili” per la contemporanea ed eccezionale presenza di grandissimi attori, De Palma decide di darsi alla fantascienza sfruttando l’argomento del momento: Marte. Lo fa però, a suo modo. La struttura del film ricorda ampiamente quella dei disastr-movie degli anni settanta (la serie Airport, Inferno di Cristallo, la serie dei Terremoti e delle Valanghe…) che hanno un incedere scontato e ripetitivo: prima parte del film dedicata ai personaggi nel loro ambiente familiare, tensioni, drammi, amori, affetti; seconda parte in cui echeggia in lontananza la tragedia che sta arrivando, con l’inevitabile stigmatizzazione di omissioni e colpe da parte dei protagonisti; terza parte in cui si consuma la tragedia e chi è salvo ringrazia la Patria e Dio di essere vivo. Mission to Mars ha lo stesso andamento, il barbecue iniziale in cui si presentano i personaggi ha una tale dose di deja-vu che potrebbe essere montato in almeno altri trecento film senza che lo spettatore noti la differenza. Si capisce fin da subito chi sarà l’eroe, chi il morituro, chi il cattivo e chi il sacrificabile. La seconda parte è la fotocopia ampiamente sbiadita di 2001, mi dispiace solo che il Maestro era ancora vivo per poterla vedere. Poi, il delirio patriottico del gruppo di uomini che, decimati, morenti, in preda a mille problemi, per prima cosa affondano la bandiera USA nel suolo marziano. Infine, la soluzione al problema “pianeta rosso” che sembra scritta da un quattordicenne (neanche tanto intelligente): una volta Marte era abitato, poi un disastro ha distrutto la vita nel pianeta e gli esseri che lo abitavano si sono dispersi ai quattro angoli dell’universo….E’ come dire che le Piramidi sono state costruite da esseri provenienti da un altro mondo (leggi Stargate!). Eppure, come Matrix, da cui lo dividono almeno tre categorie, Mission To Mars ha riscosso un buon successo al botteghino, e ci sono patiti di fantascienza che sono disposti a difenderlo (!!!). In definitiva, non si possono presentare sceneggiature di b-movie confezionate alla Star Wars è pretendere di fare buona fantascienza, al massimo si può pretendere di incassare qualche soldo; ma chi conosce veramente questo genere sa per certo che i suoi capolavori, smettono di essere ottimi film di fantascienza, per diventare ottimi film e basta. 2001, Blade Runner, la TRILOGIA DI GUERRE STELLARI, Il Pianeta delle Scimmie, sono grandi film, che casualmente trattano argomenti fantascientifici…Non sono stereotipi fantascientifici che casualmente diventano cinema, se voglio vedere dei sani effetti speciali, mi metto al computer e faccio girare un videogioco, almeno mi sento…Interattivo.
L'immagine è di Francesco Spadaro - copyright 2020


giovedì 14 maggio 2020

Quel Che Resta Della Kronos

La Kronos è qualcosa di più di una multinazionale, di un'azienda globale: le sue mani si estendono oltre la Terra in un'alleanza con gli alieni provenienti da Algheron, le cui reali intenzioni sono però oscure. Il detective Ted Torres cerca di opporsi alle trame della corporation, ma la situazione precipita: è in arrivo una nuova guerra mondiale, che causerà centinaia di milioni, forse miliardi di morti. Ma chi sta spingendo le cose in questa direzione, e per ottenere che cosa? E chi è Guss, l'alieno gassoso ritrovato su una nave abbandonata e semidistrutta, nella fascia di asteroidi?
Una storia intrigante, con oltre 50 personaggi, battaglie spaziali, lotte tra giganteschi robot, e uno sguardo inquieto al futuro dell'umanità in un variopinto affresco pop di matrice televisiva.
Preparatevi a restare stupiti!

Premio Italia per il miglior romanzo di fantascienza 2016
Premio Vegetti per il miglior romanzo di fantascienza 2016



Lo potete trovare qui:

https://www.delosstore.it/ebook/52659/quel-che-resta-della-kronos/

martedì 12 maggio 2020

Carne Gialla

Erano state portate sulla Terra da un'astronave americana, e appositamente spedite nella rigida e puritana Europa per infrangerne l'ordine sociale. Si chiamavano "toffu", ma in gergo erano definite "carne gialla", per il colorito traslucido della loro pelle aliena, ma con un chiaro riferimento al loro destino di oggetti sessuali. Era impossibile resistere ai loro ormoni: solo un particolare tipo di androide poteva dar loro la caccia.

Lo trovate qui
https://www.delosstore.it/ebook/51286/carne-gialla/


lunedì 11 maggio 2020

Soluzione Omega


Si autodefinivano "i Governanti". Poco più di due milioni di persone che detenevano il potere assoluto sugli oltre cento miliardi di abitanti della galassia. E l'avrebbero detenuto per sempre, visto che, a differenza dei normali esseri umani, erano immortali.

O almeno, così si era supposto fino a quel momento, quando i primi potenziati avevano cominciato a morire improvvisamente. Il panico si era diffuso nella Casta della Galassia, una soluzione era stata individuata, ed era stato elaborato un piano per metterla in pratica. Ma sarebbero riusciti a realizzarlo e a gabbare ancora una volta le moltitudini degli oppressi?










Soluzione Omega sequel/prequel del candidato al Premio Italia L'Universo Muto, anch'esso vincitore dello stesso premio, lo potete trovare qui


https://www.delosstore.it/ebook/50429/soluzione-omega/


sabato 9 maggio 2020

Una Generazione di Eroi

In questi tempi gli eroi sono ben altri, ma in questo mio breve saggio pubblicato nella rivista ANAFI, analizzo i Supereroi fumettistici dei tempi andati, della cosiddetta golden age.

https://www.claudiochillemi-scrittore.com/p/pensieri-spicci.html





venerdì 8 maggio 2020

Botti e "sbotti"

Dalla polverosa soffitta esce fuori un altro racconto che potete trovare qui


Già edito in un paio di introvabili antologie all'inizio del millennio, parla di due ragazzi che amano festeggiare il capodanno in modo piuttosto pericoloso.

Buona lettura.

giovedì 7 maggio 2020

Pensieri spicci

Nuova pagina sul blog che raccoglie una serie di miei articoli sulla fantascienza che ho pubblicato nel corso degli anni.

https://www.claudiochillemi-scrittore.com/p/pensieri-spicci.html













TUTTI I DIRITTI RISERVATI - Claudio Chillemi 2020

mercoledì 6 maggio 2020

Racconti e altre divagazioni

Inauguro una nuova pagina sul blog, dedicata a racconti che si possono leggere gratuitamente.

https://www.claudiochillemi-scrittore.com/p/racconti.html













TUTTI I DIRITTI RISERVATI - Claudio Chillemi 2020

martedì 5 maggio 2020

Non solo Fantascienza

Vincitore del Premio Giovannino Guareschi nell'ottobre del 2000, già pubblicato ne La Gazzetta di Parma, l'Ultima Visita è un mio racconto di crescita interiore e affettiva dedicato alla morte dei genitori. Non c'è tristezza ma solo consapevolezza del tempo che passa e dei segni che lascia. Voglio riproporlo a 20 anni dalla sua prima pubblicazione, gratuitamente, per i lettori di questo blog.

Il verbale ufficiale della premiazione lo trovate qui:

http://www.giovanninoguareschi.com/premio00.htm







lunedì 4 maggio 2020

Leggiamo italiano e ... fantascienza

Da insegnante mi sono chiesto come invogliare i miei alunni alla lettura, e ho pensato, da scrittore, che occasione migliore di questa non c'era. Siamo a casa, costretti a casa, dobbiamo fare didattica a distanza, e voilà...Ho chiesto ad alcuni amici scrittori di mettere a disposizione delle loro opere. Si tratta di Emanuela Valentini, Davide Del Popolo Riolo, Dario Tonani e Piero Schiavo Campo. Un parter di tutto rispetto, a cui ha collaborato Silvio Sosio, editore di Delos Digital.
I ragazzi hanno risposto benissimo all'iniziativa, anche perché il fantastico è nel loro immaginario collettivo molto ben presente. Vi terrò informato dell'evoluzione che prevedo...scoppiettante!

Alcuni link utili:

https://delos.digital/autore/337/davide-del-popolo-riolo

https://www.wired.it/author/evalentini/

https://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Schiavo_Campo

https://delos.digital/

https://www.dariotonani.it/

domenica 3 maggio 2020

Un anniversario importante

Fondazione SF Magazine, il bollettino ufficiale dell'associazione culturale senza scopo di lucro, Fondazione SF, compie 20 anni.
30 numeri, dall'ormai mitico numero Zero, passando per due speciali sui fumetti, fino a 27 numeri di carta.
Già di carta, perché Fondazione è sempre stata di carta, ed ha avuto copertine tra le più belle disegnate da veri maestri, da Manzieri a Brambilla, da Cremonini a Oleastri, da Festino a Philippe Caza a Giacomo Pueroni.
Restate in attesa di eventi per questo splendido ventennio.
L'associazione Fondazione SF, poi, organizza anche una sua convention, di cui è appena trascorso il decimo anniversario. Trovate qui la locandina della manifestazione, con il disegno originale di Carlo Recagno, già copertina del nostro magazine.

sabato 2 maggio 2020

La trilogia della Kronos

Il mio editore digitale, la Delos Digital, propone tutti i miei racconti e i miei romanzi della serie Kronos, per chi volesse approfondire, potete cercare qui:
https://delos.digital/autore/225/claudio-chillemi




venerdì 1 maggio 2020

Premio Italia





Inauguro questo blog con una bella notizia, il mio racconto lungo di cui potete vedere sotto la copertina, edito da Delos Books, è candidato al Premio Italia (https://www.premioitalia.org/). Un riconoscimento importantissimo che il mondo del fantastico assegna tutti gli anni da ormai quasi mezzo secolo. Sono ovviamente grato a tutti coloro che mi hanno votato e segnalato, e considero un vero e proprio onore essere in finale con altri miei bravissimi colleghi.


https://www.delosstore.it/ebook/52792/l-universo-muto/

Il racconto IL GRANDE ERRORE già vincitore del Premio Italia, nell'antologia di Delosbooks Mondi Paralleli disponibile qui